Intervista ad Antonio Lo Iacono, Presidente della Società Italiana di Psicologia

//Intervista ad Antonio Lo Iacono, Presidente della Società Italiana di Psicologia

Intervista ad Antonio Lo Iacono, Presidente della Società Italiana di Psicologia

Secondo lei cosa sta accadendo a Taranto con particolare riferimento al caso ILVA?

A Taranto succede quello che succede nel mondo, quello che succede in Europa, quello che succede in Italia, quello che succede in Puglia, più la situazione del territorio tarantino che è sede di un grande porto industriale e commerciale e di un arsenale della Marina Militare Italiana, nonché della maggiore stazione navale. Vi si trova, inoltre, un importante centro industriale, con stabilimenti siderurgici, tra i quali il più grande centro siderurgico d’Europa l’ILVA.

Questo stabilimento è il centro delle contraddizioni del mondo moderno tra natura e cultura, ma anche tra testa e corpo, cioè tra razionalità e vissuti emozionali. Chiaramente qui si evidenzia il conflitto tra il bisogno di lavorare e il bisogno di salvaguardare la salute propria e dei familiari. Poi c’è il dilemma politico e socio-economico tra la produzione ad ogni costo per capitalizzare e salvaguardare i posti di lavoro e, al contempo, la salute dei cittadini.

Si è già occupato di mobbing in relazione alle condizioni lavorative all’interno dello stabilimento ILVA di Taranto?

Si ho partecipato come relatore 18 ottobre 2007 a Taranto a un Convegno organizzato dall’ordine degli psicologi della Puglia intitolato “ Il  Mobbing: definizione, valutazione del danno e prevenzione. Il contesto giuridico e l’intervento psicologico”. Durante il Convegno sono emerse varie situazioni di mobbing che riguardavano l’ILVA. Una serie di comportamenti vessatori e persecutori da parte dei dirigenti riguardo i dipendenti impegnati (non a caso) nel far rispettare le norme di sicurezza all’interno dei reparti.

Scuola di Psicoterapia Psicoumanitas, sede di TARANTO

Scuola di Psicoterapia Psicoumanitas, sede di TARANTO

È  stato anche riportato che sette ex dipendenti dell’Ilva che negli anni scorsi erano stati “confinati” nella palazzina Laf del Siderurgico di Taranto, hanno ottenuto dall’Inail il riconoscimento della malattia professionale da “mobbing”. Il 6 novembre del ’98 la palazzina era stata sequestrata dalla Procura. Nella struttura erano stati inseriti, ma senza alcuna mansione da svolgere, circa sessanta lavoratori fra i più sindacalizzati; il processo di primo grado si è poi concluso con la condanna di alcuni dirigenti dell’Ilva.

La condizione di frustrazione all’interno della palazzina Laf, secondo il Centro di prevenzione per le malattie da lavoro di Taranto, aveva spinto alcuni dipendenti “confinati” persino a tentare il suicidio.

Come dirigente del Centro Anti-mobbing del CORAM Coordinamento Ricerche AntiMobbing quali interventi proporrebbe?

Ogni disagio lavorativo o quello che il D.Lgs.81/2008 ha indicato come rischio stress lavoro-correlato, è legato all’ambiente e a vari fattori che dovrebbero essere considerati e analizzati attraverso checklist:

  1. checklist A: analisi degli indicatori aziendali d’interesse, come gli infortuni, le assenze, le ferie non godute, gli eventuali procedimenti disciplinari;
  2. checklist B: analisi del contesto di lavoro, in cui sono state studiate cultura organizzativa, possibilità di carriera, autonomia, interfaccia casa/lavoro, relazioni interpersonali;
  3. checklist C: analisi del contenuto del lavoro, ossia il microclima, eventuali rumori, esalazioni e polveri.
  1. checklist D: analisi delle motivazioni dei dipendenti e dei dirigenti

La prevenzione e la riduzione del disagio dovrebbero essere, inoltre, concentrate sulla riduzione dei rischi di mobbing, facendo attenzione all’ambiente psicosociale di lavoro, al clima e alla cultura organizzativa. In particolare i dirigenti dovrebbero essere formati sulla responsabilità e sulla gestione, anche legale, dei casi di mobbing e per combattere questo fenomeno dovrebbero essere sviluppate le competenze e le capacità dei dirigenti e dei lavoratori.

So che non vive a Taranto, ma se potesse fare uno sforzo come immaginerebbe la realtà tarantina tra 50 anni?

Mi piacerebbe essere un indovino, divinare collegato al Divo, al Dio cui ispirarmi, per predire il futuro. Ma, a parte le battute, Pach Adams, che qualche anno fa ho avuto il piacere di conoscere, mi diceva che pur essendo un ottimista (ricordiamoci che è quel medico clown che riesce a “far morire dal ridere” i moribondi) non vede futuro oltre il 2050 sulla terra. Certo per Taranto sarebbe un peccato la sparizione di un futuro.

Taranto la città dei due mari, il Mar Grande e il Mar Piccolo, un luogo pieno di Necropoli greco-romane, dove c’è l’Oasi Palude “La Vela” che funge principalmente da centro di irradiamento dell’avifauna e colonizza gradatamente le aree circostanti dove è nata una colonia stanziale di aironi cinerini, ma durante i mesi invernali la popolazione aumenta sensibilmente per numero e per specie: si segnalano infatti gru, cicogne, fenicotteri, volpoche, falco pescatore.

La flora presenta ampi salicornieti, orchidee spontanee e pinete di pino d’Aleppo. Taranto dove ha sede una succursale della nostra scuola di specializzazione in psicoterapia per medici e psicologi (Psicoumanitas), non può sparire così!   Mi sarebbe piaciuto stare insieme all’ammiraglio Agostino Straulino, grande velista,  che nel 1965 ebbe il comando della Nave Scuola Amerigo Vespucci, con la quale passò alla leggenda grazie all’uscita a vele spiegate dal porto di Taranto attraverso il canale navigabile e stabilì il record di velocità di 14,6 nodi.

Mi piacerebbe che tra 50 anni qualche mio allievo, potesse come novello Falanto, rifondare la città di Taranto come città marinara, più a contatto con la natura, per aiutare le persone stressate da un ambiente ostile, portandole nell’oasi “la Vela” ma anche su una reale barca a vela per navigare nel vento purificatore e catartico (velaterapia). Anche i sogni servono per il futuro.

Antonio Lo Iacono – Presidente della Società Italiana di Psicologia – Direttore Generale dell’Istituto di Psicoterapia Psicoumanitas (MIUR), Dirigente Associazione CORAM Mobbing.

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